SPID: cos’è, a che serve, come si ottiene

Abbiamo già avuto occasione di parlare dello SPID, cioè il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Riteniamo utile riprendere l’argomento per fornire dettagli e aiutare se possibile chi trovi difficoltà ad ottenerlo e servirsene.

Intanto, segnaliamo un link, che porta ad una “Guida rapida al rilascio ed utilizzo”, e comunque proviamo a darvene una presentazione “fra noi”… 

  • COSA È e A CHE SERVE:

Possiamo definirlo come un metodo che garantisce la nostra identità, quando dobbiamo accedere a servizi forniti attraverso piattaforme digitali on-line. Per esempio, quando andiamo a cercare nel sito web INPS informazioni relative alla nostra posizione previdenziale o il nostro cedolino della pensione, oppure quando andiamo sul sito dell’Agenzia delle Entrate per scaricare il nostro C.U. oppure il 730 precompilato e così via. 

  • COME SI OTTIENE: 

Lo descriviamo raccontando come l’abbiamo ottenuto, proprio oggi!

Scelta la POSTA come provider di più facile accesso, per la sua evidente presenza territoriale, ma anche perché fornisce questo servizio gratuitamente, siamo andati presso una sede principale di zona a Roma e abbiamo preso un “numerino” di prenotazione indifferenziato.

Dopo un’attesa decente, ci siamo rivolti all’impiegata dello sportello sul quale era maturata la nostra prenotazione, cioè uno qualsiasi, ed abbiamo presentato la nostra Carta d’Identità Elettronica e la Tessera Sanitaria in nostro possesso ed in corso di validità, nonché la nostra mail ed il nostro cellulare, perché queste quattro cose sono NECESSARIE PER  L’OTTENIMENTO DELLO SPID. In effetti (vedi Guida suddetta), la C.I.E. può essere sostituita, per esempio, da Passaporto valido.

L’impiegata (una abbastanza gentile signora sotto i 50) ha trascritto i nostri dati nel sistema informatico ad hoc, ci ha stampato un foglio con tutte la nostre informazioni e ci ha invitato a confermarle  mediante il terminalino all’uopo presente sul banco, lato nostro, ottenendo noi subito via mail sul cellulare la conferma della registrazione della nostra conferma, con in più l’indicazione di un apposito link (compito da fare a casa), dove entro 10 giorni completare la procedura on line.

A casa, sullo schermone del PC, cliccando su questo link siamo stati catapultati sull’apposita sezione del sito ufficiale della Posta, dove abbiamo trovato una PassWord provvisoria (come al solito illegibile!) necessaria per cambiarla subito con una definitiva da noi scelta e replicata due volte per sicurezza, seguendo le indicazioni del sistema.

Qui, abbiamo trovato qualche difficoltà da parte del software usato dalla Posta, perché, forse per intasamento di dati nel sistema, o per qualche altra stranezza, ci veniva accusata l’incongruenza fra le due digitazioni della nostra PW scelta, mentre noi eravamo sicuri di averle tutte e due digitate correttamente, anche perché è possibile scegliere l’opzione che mostra la digitazione man mano che la si fa!

Fatto sta che, dopo tre tentativi ricusati (anche se giusti!!!), rifacendo tutta la procedura daccapo, ma con eguale risultato negativo, e frenando l’immancabile tentazione di sfogarci con il povero ed innocente PC, abbiamo deciso di chiudere momentaneamente la sessione, per riprenderla dopo un’oretta, questa volta con successo! Abbiamo così colto l’indicazione per scaricare sul cellulare l’APP “PostaID”, come si fa con i servizi on-line delle banche, che sinteticamente scodella il prodotto da noi richiesto.

Abbiamo così visto come funziona il livello di sicurezza 2 proposto dal sistema: è previsto che, quando si ha la necessità di ottenimento di un servizio on-line da un gestore (pubblico o privato aderente al sistema SPID), per esempio il 730 precompilato, dopo avere fornito il nome di utente (= la nostra mail) e la nostra PW (vedi sopra), viene richiesta la citazione di un codice numerico di 6 cifre (cosiddetto OTP), prontamente speditoci con SMS sul cellulare.

Questa terza verifica (come nelle banche) garantisce che siamo proprio noi e quindi il sistema ci risponde fornendoci quello che abbiamo chiesto.

Qui, in verità, vi è anche una alternativa: invece dell’OTP descritto, si può avere scelto di attivare dal cellulare la scansione di un cosiddetto “Q code”, cioè quel quadrato pieno di segnetti che, se l’applicazione del cellulare lo legge bene, fornisce al sistema la conferma della nostra identità.

Concludendo, abbiamo ottenuto lo SPID tutto sommato nell’arco complessivo di circa due ore e mezzo compresi gli spostamenti casa-Posta-casa, senza pagare un euro, e abbiamo nel fido cellulare un’APP facile da usare e sufficientemente sicura, di cui non potremo fare a meno, man mano che i sistemi digitali in rete verranno a sostituire quelli di sportello. Ad esempio, INPS, da ottobre non fornirà più nessuna informazione on-line mediante il suo attuale PIN, ma solo con SPID! 

Ci scusiamo per la pedante descrizione della procedura, ma abbiamo voluto “condurre per mano” il nostro lettore, alleggerendola di quando in quando per mostrare che anche su queste cose si può conservare buon umore e serenità! 

Con i migliori auguri di buone vacanze, porgiamo i nostri affettuosi saluti.

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