Sull'avanzamento alla Corte Costituzionale del ricorso contro la mancata applicazione dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita

Caro Collega,
Ti informo con piacere che l’ordinanza di rimessione degli atti alla Corte Costituzionale del 22 gennaio 2016 del Tribunale di Palermo, in relazione al ricorso da noi sostenuto nell’ambito di un’azione confederale contro il blocco della perequazione automatica delle pensioni per il biennio 2012-2013, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 9, del 2 marzo 2016 e i nostri legali hanno già provveduto al deposito della memoria illustrativa per la costituzione in giudizio.

Le formalità e le procedure propedeutiche alla fissazione dell’udienza di discussione del ricorso davanti alla Consulta, quindi, procedono con celerità e, pertanto, ritengo che sia concretamente possibile che i tempi di discussione del ricorso davanti alla Corte Costituzionale potranno essere sensibilmente più brevi rispetto alla precedente occasione.

Quanto sopra costituisce ancora solo un primo passo, sebbene molto positivo e tutt’altro che scontato, frutto della nostra caparbia volontà di difendere e tutelare i Tuoi legittimi diritti, che ci auguriamo trovi ancora una volta l’accoglimento da parte della Corte Costituzionale.

Naturalmente, la nostra attenzione resta molto elevata e numerose sono le iniziative attraverso le quali intendiamo sensibilizzare le Istituzioni e la politica in generale sulle nostre posizioni per contrastare le diffuse derive demagogiche e le eventuali future iniziative in materia previdenziale che possano portare danno alla categoria.

Da ultimo, Ti segnalo l’importante evento tenutosi lo scorso 11 marzo a Bologna su nostra iniziativa con il contributo fattivo del Comitato Nazionale dei Pensionati che ha visto la presenza di importanti personalità e di cui potrai, se non l’hai già fatto, acquisire maggiori informazioni consultando il nostro sito. Altre iniziative sul territorio saranno presto attivate per tenere sempre viva l’attenzione sul tema.

Con l’occasione ritengo opportuno anche darti alcuni semplici consigli che Ti suggerisco di seguire, sulla base delle indicazioni ricevute dai legali dello Studio Orrick di cui ci siamo avvalsi per promuovere i ricorsi in materia.

Innanzitutto, le sentenze della Consulta che dichiarano l’illegittimità costituzionale di una norma, in quanto sentenze di accoglimento, hanno efficacia erga omnes, ovvero hanno efficacia nei confronti di tutti con l’unico limite nei cosiddetti «rapporti esauriti», vale a dire in quei rapporti che sono stati definitivamente risolti a livello giudiziario o che non sono comunque più azionabili. Quindi, in caso di esito positivo, l’INPS sarebbe tenuta ad applicare d’ufficio la sentenza a tutti i pensionati interessati, senza la necessità della presentazione della domanda da parte di questi ultimi.

In linea generale, nell'ambito delle controversie previdenziali ed assistenziali, l’esperimento della fase del ricorso amministrativo costituisce condizione di procedibilità della azione giudiziaria. In tali casi, il ricorso giudiziario deve essere proposto entro 3 anni dal provvedimento conclusivo o dalla scadenza dei termini per la pronuncia amministrativa, nelle ipotesi previste dall’art. 47 dpr 639/70 (trattamenti pensionistici, prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito). Ma questo non è sempre necessario, come nel nostro caso. Lo attesta l’iter seguito nel ricorso presentato al Tribunale di Palermo e su cui la Corte Costituzionale si è pronunciata senza eccepire alcuna obiezione di tipo procedurale giudicando il ricorso stesso ammissibile.

L’unica attenzione riguarda il termine di prescrizione. Nel nostro caso, si dovrebbe sostenere che la prescrizione non decorra in quanto non sussiste per i pensionati il diritto alla perequazione per il biennio 2012-2013, per i trattamenti pensionistici sopra tre volte il trattamento minimo Inps. Tale considerazione varrebbe, quindi, anche in esito alla Legge n. 109/2015 che, interpretando la sentenza della Consulta, ha continuato a negare la perequazione per i trattamenti superiori a 6 volte il trattamento minimo Inps.

Tuttavia, in termini molto prudenziali, il consiglio è quello di procedere all’interruzione dei termini di prescrizione, considerandoli decorrenti dall’1.1.2012 e di durata quinquennale. Pertanto, l’invito che Ti rivolgo è quello di inviare all’Inps, entro il 31.12.2016, la lettera raccomandata A/R qui allegata per Tua comodità (All_1).

Sono certo che apprezzerai l’attenzione e l’impegno che l’intero nostro sistema organizzativo, al centro e sul territorio, dedica alla tutela dei tuoi diritti e confido di poter contare sul Tuo continuo sostegno, diventando protagonista di queste iniziative e, se non l’hai già fatto, associandoTi a una delle nostre sedi territoriali. Più siamo e più riusciamo ad essere incisivi.

Pur in un momento in cui accadono intorno a noi fatti molto tristi, nel salutarTi molto cordialmente, colgo l’occasione per augurare a Te e alla Tua famiglia una serena Pasqua con l’auspicio di poterTi presto incontrare personalmente.

Cordiali saluti.
Stefano Cuzzilla

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