30,10,0,50,0
25,600,20,1,2000,1200,25,600
90,150,0,50,12,30,50,2,70,12,2,50,2,1,0,500
0,1,0,0,0,40,15,5,2,1,0,20,0,1
Taglio rivalutazione pensioni: la Consulta ha legittimato il calcolo sull'intero assegno e la Manovra 2027 potrebbe riprenderlo, con perdite fino a 1.300 euro l'anno
Taglio rivalutazione pensioni: la Consulta ha legittimato il calcolo sull'intero assegno e la Manovra 2027 potrebbe riprenderlo, con perdite fino a 1.300 euro l'anno
Taglio rivalutazione pensioni: la Consulta ha legittimato il calcolo sull'intero assegno e la Manovra 2027 potrebbe riprenderlo, con perdite fino a 1.300 euro l'anno
I prodotti di Facebook “danneggiano i bambini… e i dirigenti dell’azienda sanno come renderli più sicuri, ma non apportano le modifiche necessarie”,  dal numero zero di un Osservatorio sui media internazionali cui collabora il nostro Giulio Carminati
I prodotti di Facebook “danneggiano i bambini… e i dirigenti dell’azienda sanno come renderli più sicuri, ma non apportano le modifiche necessarie”, dal numero zero di un Osservatorio sui media internazionali cui collabora il nostro Giulio Carminati
Maker Faire Rome, l'evento dedicato all’innovazione tecnologica, alla creatività e alla cultura maker. Agevolazione per gli iscritti Federmanager, biglietto a 8 euro invece di 13, clicca per sapere come acquistarli
Maker Faire Rome, l'evento dedicato all’innovazione tecnologica, alla creatività e alla cultura maker. Agevolazione per gli iscritti Federmanager, biglietto a 8 euro invece di 13, clicca per sapere come acquistarli
 Consulta il CALENDARIO EVENTI e INIZIATIVE, posizionati sulla colonna destra accedendo da PC o Tablet, o scorrendo in basso, accedendo da smartphone
Consulta il CALENDARIO EVENTI e INIZIATIVE, posizionati sulla colonna destra accedendo da PC o Tablet, o scorrendo in basso, accedendo da smartphone

Una miniserie in quattro episodi ricostruisce gli ultimi due anni di vita del magistrato siciliano, la storia di un uomo diventato simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

Ci sono storie che continuano a essere vive nel presente. Quella di Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, è una di queste. La RAI con Michele Placido la portano sullo schermo con Il giudice e i suoi assassini, miniserie che ripercorre gli ultimi due anni di vita del giudice agrigentino, mettendo a confronto la sua determinazione professionale con il mondo di violenza e ambizione che ne decretò la morte.

Realizzata in coproduzione da Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com, l’opera è articolata in quattro episodi e va in onda su Rai 1 e RaiPlay il 9 e 10 novembre. Placido firma la regia e la sceneggiatura insieme ad Angelo Pasquini e Fidel Signorile. Nel cast, Giuseppe De Domenico interpreta Livatino, Leonardo Maltese è Tano, Nino Frassica veste i panni del padre Vincenzo, Michela De Rossi interpreta Nina Russo e Ninni Bruschetta è Giuseppe Campisi. Partecipano inoltre David Coco, nel ruolo di Paolo Borsellino, e Beniamino Marcone, in quello di Giovanni Falcone.

Un magistrato contro il potere mafioso

La vicenda si svolge nella Sicilia agrigentina della fine degli anni Ottanta, attraversata dagli scontri tra Cosa Nostra e nuove organizzazioni criminali. Livatino è un magistrato giovane, riservato e rigoroso, consapevole che per contrastare la mafia non bastano le condanne: occorre colpirne anche i patrimoni, gli interessi economici e il controllo del territorio.

Le sue indagini mettono in discussione equilibri consolidati e interessi potenti, esponendolo a minacce e isolamento. Accanto all’attività giudiziaria emerge la dimensione privata di un uomo profondamente legato ai genitori, sostenuto dall’amico e collega Roberto Rizzo e dal maresciallo Giuliano Guazzelli. Il rapporto con Nina, giovane insegnante, gli apre inoltre la possibilità di una vita sentimentale e familiare, destinata a scontrarsi con i rischi della sua missione.

La parabola criminale degli stiddari

Parallelamente, Placido racconta l’ascesa dei giovani appartenenti alla Stidda agrigentina. Cresciuti in contesti difficili, questi ragazzi cercano nella criminalità una forma di riscatto, inseguendo denaro, rispetto e appartenenza. La violenza diventa per loro uno strumento per conquistare un posto nel mondo, ma finisce per trasformarsi in una trappola.

Al centro di questo percorso c’è Tano, interpretato da Leonardo Maltese. Introverso e intelligente, il giovane cerca nella famiglia criminale il riconoscimento che gli è mancato. Il suo progressivo coinvolgimento negli affari del gruppo lo conduce verso un destino tragico.

Il confronto tra Livatino e i suoi futuri assassini rappresenta uno degli elementi centrali della miniserie: da una parte la fiducia nella legge, dall’altra l’illusione che la sopraffazione possa garantire emancipazione. Due percorsi destinati a incrociarsi in una tragedia che rivela anche il potere della mafia di condizionare l’economia e la vita sociale.

Una storia ancora sentita presente

Il racconto culmina nell’agguato del 21 settembre 1990, quando Livatino viene assassinato a soli 37 anni. La sua morte non cancella il valore della sua testimonianza: nel 2021 il magistrato è stato proclamato beato dalla Chiesa cattolica, primo giudice nella storia a ricevere questo riconoscimento.

La regia di Michele Placido richiama la tradizione del cinema civile di Francesco Rosi e sceglie di raccontare insieme la figura del magistrato e quella dei suoi assassini, senza separare la dimensione pubblica da quella umana.

Il giudice e i suoi assassini restituisce così il ritratto di un uomo che ha affrontato il proprio tempo senza rinunciare ai suoi principi. Attraverso la sua storia e quella dei giovani inghiottiti dalla criminalità, la miniserie mostra il prezzo delle scelte individuali e le conseguenze di un sistema fondato sulla paura, offrendo uno sguardo su una pagina della storia italiana la cui memoria resta essenziale.

(Vedi l’articolo sul sito dell’Ufficio Stampa della RAI)

CALENDARIO EVENTI e INIZIATIVE

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
4
5
19
21
26
28
31

Gianpiero Gamaleri e Maurizio Gianotti protagonisti dell’incontro della serie «Sorsi e Discorsi» al Bartaruga di Roma, in via dei Funari il 20 Ottobre, per la presentazione del volume Studiare e lavorare con l’IA, della collana “La cassetta degli attrezzi” di Armando Editore. Al centro del confronto, le potenzialità dell’intelligenza artificiale e le trasformazioni delle professioni audiovisive.

Come cambierà il mondo della televisione con l’avvento dell’intelligenza artificiale? E quale sarà il ruolo dell’essere umano in un settore nel quale tecnologia, creatività e competenze professionali sono strettamente intrecciate? Questi interrogativi hanno animato l’incontro di «Sorsi e Discorsi», svoltosi con la partecipazione di Gianpiero Gamaleri e Maurizio Gianotti, autori del volume Studiare e lavorare con l’IA.

Ad aprire l’incontro è stato Filippo Mauceri, autore Rai, che ha introdotto il tema di una trasformazione destinata a incidere profondamente sul mondo della comunicazione e della produzione audiovisiva.

(Intelligenza Artificiale e futuro della televisione: guidare il cambiamento senza perdere l’umano - intero articolo)

Il Presidente CIDA ha consegnato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta dei manager: «Una parola data al Paese»

Una parola data al Paese, nel segno della responsabilità e della fiducia. In occasione degli ottant’anni dalla sua fondazione, CIDA consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un documento che definisce i valori e gli impegni della comunità manageriale italiana.

La celebrazione, avvenuta il 12 ottobre all’Auditorium della Conciliazione di Roma, diventa così un’occasione per riflettere sul ruolo della dirigenza nelle trasformazioni economiche e sociali del Paese. Il presidente di CIDA, Stefano Cuzzilla, ha richiamato il significato dell’iniziativa: «Dirigere significa non sottrarsi e rispondere del futuro che contribuiamo a costruire».

La Carta si fonda su cinque principi: «La libertà si governa. La persona è il fine. Il merito è equità. La fiducia si costruisce. Il futuro si guida». Valori che si traducono in un impegno concreto per il rispetto delle regole, la valorizzazione delle persone, la trasparenza dei criteri di merito e l’investimento nella formazione.

Non si tratta soltanto di una dichiarazione d’intenti, ma di un’assunzione di responsabilità verso cittadini, istituzioni e imprese. Come sottolinea Cuzzilla, «non è un documento per ricordare ciò che siamo stati, ma una parola data al Paese su ciò che vogliamo essere».

Un impegno che guarda anche alle nuove generazioni, chiamate a partecipare attivamente alla costruzione del futuro. «Siete gli interlocutori con cui vogliamo dare forma al futuro», afferma il presidente di CIDA, ribadendo la necessità di promuovere competenze, opportunità e fiducia.

A ottant’anni dalla nascita, CIDA rilancia così una visione della dirigenza che va oltre la gestione e i risultati: guidare significa assumersi responsabilità, riconoscere il valore della persona e contribuire, con competenza ed etica, allo sviluppo del Paese.


 

Search

Pubblicazioni di interesse

 

pino nano

 RADIOCORRIERE TV

 NEWS RAI

Ma in che senso hanno portato il cane che interpreta Rex alla presentazione  dei palinsesti Rai? Paese irreale. 😂